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Mia, l’assistente virtuale che rivoluziona la medicina di base in Italia

La sanità italiana compie un passo storico verso la digitalizzazione. Da gennaio 2026 i primi 1.500 medici di famiglia avranno a disposizione un nuovo strumento basato sull’intelligenza artificiale per supportare le proprie decisioni cliniche quotidiane.

Si chiama Mia, acronimo di Medicina e Intelligenza Artificiale, ed è la piattaforma promossa dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) nell’ambito della Missione 6 “Salute” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Un assistente digitale al servizio del medico

Mia rappresenta molto più di un semplice software. Si tratta di un vero e proprio assistente scientifico progettato per affiancare i camici bianchi nelle attività più complesse della pratica quotidiana.

La piattaforma è accessibile tramite computer o app mobile attraverso un’interfaccia conversazionale intuitiva. Il medico può interrogarla per ricevere supporto su tre ambiti principali. Il primo riguarda l’inquadramento diagnostico di base, dove lo strumento fornisce suggerimenti su diagnosi, esami da effettuare e indicazioni sui percorsi terapeutici iniziali. Il secondo ambito è la gestione della cronicità, con strumenti dedicati al monitoraggio personalizzato dei pazienti affetti da patologie di lunga durata. Il terzo si concentra sulla prevenzione e la promozione della salute, rendendo visibili le campagne di sensibilizzazione attive a livello nazionale e regionale.

È fondamentale sottolineare che Mia non sostituisce il giudizio clinico del professionista. La piattaforma suggerisce percorsi di cura o esami appropriati, ma la decisione finale resta sempre nelle mani del medico, che mantiene piena autonomia nelle proprie scelte terapeutiche.

La tecnologia RAG alla base del sistema

Ciò che distingue Mia dai sistemi di intelligenza artificiale generalisti è l’architettura tecnologica su cui si fonda. La piattaforma utilizza un approccio chiamato Retrieval Augmented Generation, conosciuto con l’acronimo RAG.

Questa tecnologia combina le capacità generative dei modelli linguistici avanzati con un sistema di recupero delle informazioni da fonti certificate e validate. In pratica, quando il medico pone una domanda, Mia non attinge dall’intero web come farebbero strumenti come ChatGPT, ma interroga esclusivamente un perimetro di conoscenze scientifiche verificate.

Le fonti a cui la piattaforma fa riferimento includono le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, le note dell’Agenzia Italiana del Farmaco, la letteratura scientifica internazionale, i protocolli diagnostico terapeutici assistenziali e la normativa di settore. Questo approccio garantisce risposte accurate e allineate alle evidenze scientifiche più recenti, eliminando il rischio di informazioni errate o inventate che rappresenta uno dei limiti principali dei modelli di linguaggio generalisti.

Come funziona nella pratica quotidiana

Immaginiamo uno scenario tipico. Un paziente si presenta nello studio del medico di famiglia con sintomi poco chiari. Il professionista può interrogare Mia descrivendo le condizioni cliniche, i sintomi riferiti e altri parametri rilevanti. La piattaforma, senza mai richiedere dati identificativi del paziente, elabora le informazioni e restituisce suggerimenti basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate.

Mia può anche porre domande aggiuntive per affinare la propria analisi, chiedendo ad esempio il peso o l’età del paziente. Questo dialogo interattivo permette di arrivare a suggerimenti sempre più precisi e personalizzati.

Nel caso di pazienti cronici, la piattaforma offre strumenti per il monitoraggio continuativo, aiutando il medico a identificare tempestivamente eventuali peggioramenti o la necessità di modificare il piano terapeutico.

Il cronoprogramma della sperimentazione

Il progetto Mia si sviluppa attraverso tre fasi distinte. La prima, dedicata all’analisi, progettazione e realizzazione dello strumento informatico, si è conclusa il 31 dicembre 2025.

La seconda fase, avviata a gennaio 2026, prevede la sperimentazione sul campo con i primi 1.500 medici di medicina generale selezionati in collaborazione con Regioni e Province autonome. Questa fase avrà una durata di dodici mesi e si concluderà entro la fine dell’anno.

La terza fase riguarderà la gestione e manutenzione della piattaforma a partire dal 2027, con una progressiva estensione agli altri medici di famiglia che operano per il Servizio Sanitario Nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere Mia disponibile a tutti i medici di base italiani entro la fine del 2027.

Un investimento significativo per la sanità digitale

Il progetto Mia si inserisce in un quadro più ampio di investimenti nella sanità digitale italiana. Il finanziamento complessivo supera i 37 milioni di euro, con la possibilità di aggiungere ulteriori 20 milioni per l’estensione del progetto.

La piattaforma si integra con la Piattaforma nazionale di telemedicina, coordinata sempre da Agenas, che comprende servizi di televisita, teleassistenza, telemonitoraggio e teleconsulto. L’obiettivo è costruire un ecosistema digitale capace di colmare i divari territoriali e garantire maggiore equità nell’accesso alle cure.

Un’importante evoluzione prevista per il futuro riguarda l’integrazione dei dati del Piano Nazionale Esiti. Questo permetterà alla piattaforma di indicare al medico in quale struttura ospedaliera è possibile trovare la prestazione sanitaria più adatta per il proprio paziente, ottimizzando l’utilizzo delle risorse del sistema sanitario.

La formazione dei professionisti

Per accompagnare i medici in questa transizione digitale, Agenas ha attivato Mia Lab, un programma formativo strutturato che include pillole asincrone, aule virtuali e tutorial tecnici. La formazione è obbligatoria per tutti i professionisti che partecipano alla sperimentazione.

Parallelamente, è stato avviato l’iter per la certificazione di Mia come dispositivo medico, un passaggio necessario per garantirne l’affidabilità e la conformità alle normative vigenti in ambito sanitario.

Il contesto della trasformazione digitale in sanità

L’arrivo di Mia negli studi medici coincide con una fase di profonda trasformazione del settore sanitario italiano. Secondo le stime più recenti, il mercato ICT della sanità raggiungerà i 2,93 miliardi di euro nel 2026, con una crescita trainata in particolare dall’intelligenza artificiale, dal cloud computing e dalla cybersecurity.

Il 2026 si configura come l’anno in cui l’intelligenza artificiale smetterà di essere una semplice funzionalità accessoria per diventare un’infrastruttura di processo integrata nei flussi di lavoro clinici. La sfida per le organizzazioni sanitarie sarà costruire sistemi affidabili, sicuri e capaci di produrre benefici misurabili per medici e pazienti.

I vantaggi per medici e pazienti

L’introduzione di Mia promette benefici concreti su più fronti. Per i medici significa disporre di un supporto costante nell’aggiornamento professionale, potendo accedere in tempo reale alle linee guida più recenti senza dover consultare manualmente decine di documenti. Significa anche ridurre il rischio di errori e aumentare l’appropriatezza prescrittiva.

Per i pazienti, l’impatto si traduce in diagnosi più tempestive, percorsi di cura più aderenti alle migliori pratiche cliniche e una riduzione delle ospedalizzazioni evitabili. La piattaforma contribuirà inoltre a ridurre le disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure, garantendo lo stesso livello di supporto decisionale ai medici che operano in contesti diversi.

Mia rappresenta un tassello fondamentale della visione di una sanità territoriale integrata e digitale, proponendosi come modello di integrazione responsabile dell’intelligenza artificiale nell’assistenza primaria. Non si tratta di delegare decisioni alla macchina, ma di dotare i professionisti di strumenti che amplificano le loro competenze e semplificano i processi decisionali, migliorando in ultima analisi la qualità delle cure offerte ai cittadini.